FAQ

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L'Istituto Es è impegnato anche nello sviluppo delle tecniche di medicina della riproduzione e opera in affiancamento a strutture riconosciute su scala nazionale per l'applicazione della legge 40/2004, sulla procreazione medicalmente assistita (PMA), in pieno accordo con l'approccio graduale, secondo cui la coppia accompagnata e supportata alla procreazione assistita dopo una diagnosi specifica e accurata e dopo tutti i provvedimenti terapeutici volti a ottenere un concepimento naturale.

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La Genotechnology e l'Ossigeno Terapia sono trattamenti estetici, non invasivi e garantiscono risultati immediati. La Genotechnology è particolarmente indicata per chi desidera contrastare i segni dell'invecchiamento, basandosi sullo studio del proprio DNA. L'Ossigeno terapia è invece più adatta per risolvere problemi di acne, psoriasi, dermatite seborroica e cicatrici da ferite. Il Trattamento più adeguato verrà deciso insieme al consulente. L'Istituto ES propone periodicamente delle prove gratuite di ciascun trattamento. 

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Il sintomo evidente è un'evacuazione scarsa o insufficiente delle feci. Si parla però di stitichezza solo in caso di un'evacuazione interrotta per un arco di tempo di almeno tre giorni.

Cause

La stitichezza o stipsi può essere dovuta a molteplici cause, infatti di solito è indicata come sintomo da ricondurre sempre a un disturbo su cui è bene indagare. Esistono test come la manometria anorettale, la defecografia, le metodiche neurofisiologiche.  

A livello emotivo la stitichezza è ricollegabile a una tensione che spinge a trattenere sempre e comunque emozioni. Alcuni psicoterapeuti rimandano sia questo disturbo che il suo opposto, la diarrea, al rapporto con la madre

 La stitichezza può essere riconducibile a fattori ormonali (ipotiroidismo), gastrointestinali, o può esser data dall'azione di alcuni farmaci. Si dice idiopatica la stipsi che non è collegabile a nessuno di questi fattori. La stipsi idiopatica può derivare da un colon che non riesce a spingere la massa fecale e rallenta il transito.

Diagnosi

L'obiettivo della diagnosi è quello di studiare il tempo del transito intestinale in coloro che accusano rallentamento del cammino del materiale fecale. 

L'approccio diagnostico primario prevede l'esecuzione di tecniche di più facile applicabilità ed affidabilità per escludere una patología organica colica o anorettale:

  • Rx addome diretto
  • Ecotomografia addominale
  • Rx clisma opaco
  • Colonscopia

Successivamente si può ricorrere a tecniche più sofisticate, in caso di risultati dubbi.

CURE NATURALI CONTRO LA STITICHEZZA

La prima cosa da correggere è il regime alimentare: bisogna privilegiare un’alimentazione ricca di semi di lino, cereali integrali, legumi, semi oleosi, frutta e verdura di stagione a scapito di alimenti confezionati o un eccesso di proteine animali. 

Per facilitare il transito intestinale occorre aumentare l’apporto di fibre, che si ottiene facilmente preferendo cibi come i cereali integrali alle farine raffinate (pasta bianca e pane bianco).

Anche l'assunzione di alimenti ricchi di prebiotici naturali, quali cipolle, asparagi, carciofi, frumento, soia, porri, banane, aglio, cicoria e indivia belga, aiuta contro la stitichezza, contribuendo a riequilibrare la flora intestinale.

Variare i cereali utilizzando anche farro, orzo e riso integrale ci permette di sfruttare le qualità dei chicchi non solo per le fibre ma anche per le proprietà lenitive e decongestionanti che hanno sulle mucose intestinali.

E’ necessario poi che nell’organismo ci sia un buon livello di idratazione bevendo regolarmente e introducendo ai pasti verdure ricche di acqua di vegetazione (vari tipi di insalate a foglia verde, indivia, cetrioli, finocchi). I frutti da preferire sono quelli ad azione lassativa come kiwi, mela con la buccia, pera matura e prugne secche.

Va inoltre stimolato il fegato con verdure amare (cicoria, cime di rapa, puntarelle, carciofi, ortiche, radicchio) non bollite ma ripassate in padella con aglio e olio extravergine di oliva.

Nella stipsi cronica è utile bere la mattina a digiuno una soluzione di acqua, limone e miele che si prepara sciogliendo un cucchiaio di miele in 100ml d’acqua in cui si aggiungerà il succo di mezzo limone.

 

Omeopatia

In omeopatia i rimedi adottati più di frequente per la stitichezza sono molteplici e dipendono dal tipo di stipsi. Se si tratta di stitichezza senza stimolo, se con evacuazione insoddisfacente, se difficoltosa, se legata a condizioni particolari (in viaggio o per ragioni ambientali). Ad ogni modo è necessario individuare il trattamento omeopatico di fondo: Graphites, Lycopodium, Silicea. 

 Esercizi

L’attività fisica per chi soffre di stitichezza è fondamentale. Mettersi in moto significa anche rimettere in moto le funzionalità intestinali. Sono sufficienti 20 minuti di camminata. La respirazione guidata è già un perfetto massaggio viscerale. Come tecnica di autoterapia, potete praticare l’automassaggio addominale. Prendete anche confidenza con il movimento del pavimento pelvico attraverso esercizi di consapevolezza corporea.

Lo yoga è ottimo in caso di stipsi. Urdhva padmasana in sarvangasana (posizione della candela in fiore di loto) migliora la digestione e tonifica gli addominali. Anche Parsva halasana (aratro con le gambe di lato) è utile in caso di costipazione. Jathara parivartasana genera un grande afflusso di sangue a livello di stomaco, fegato e milza.


 

 

 

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La displasia dell'anca può essere diagnostica precocemente, sin dai primi mesi di vita del neonato, con apposita ECOGRAFIA. Questa diagnosi preventiva consente di intervenire tempestivamente per correggere la problematica.

La terapia può variare a seconda dell'entità di displasia presentata. Nei casi di lieve-media entità,o diagnosticati nei primi mesi,  si ricorre al divaricatore mentre nei casi più gravi potrebbe essere necessario un intervento chirurgico.

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La Biompedenziometria è uno dei metodi più precisi e veloci per valutare della composizione corporea. Con la BIA è possibile conoscere la massa grassa, magra e i liquidi presenti nel corpo, anche la ritenzione idrica.
 Ma soprattutto,  grazie a questa tecnica, è possibile realizzare una dieta mirata e personalizzata in base alle esigenze di ciascuno. 

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La nostra Infermiera pediatrica è disponibile I PRIMI DUE SABATO AL MESE dalle 9.00 alle 13.00 e il giovedi dalle 14.00 alle 18.30 per rispondere a domande, dubbi e confrontarsi su tematiche pediatriche diverse: dall'educazione terapeutica pre-nascita, al sostegno all'allattamento, la medicazione del moncone, l'igiene del bambino.

ALCUNI DOGMI IMPRESCINDIBILI PER NOI:

"Prendersi cura di un bambino significa predisporsi ad una vicinanza sia mentale che fisica tale da permetterci di comunicare con lui rispettandone l’identità. Le differenze che rendono il bambino un individuo a sé stante rispetto all’adulto sono molte e riguardano l’anatomia, la fisiologia, le patologie e l’approccio clinico assistenziale."

Il bambino non è solo un individuo complesso e fragile; esso è anche parte di un nucleo famigliare. Quando ci si approccia ad un bambino malato è importante considerarne non solo l’età, le capacità comunicative ed il vissuto di malattia, ma anche la situazione sociale e familiare.

Ogni bambino ha una sua capacità relazionale e di comunicazione e, soprattutto, ogni bambino ha bisogno di essere guardato ed ascoltato. Per instaurare una relazione con i bambini è necessario usare diverse strategie. In alcuni casi sono sufficienti un gioco o un palloncino, in altri è importante costruire la fiducia giorno per giorno facendo capire al paziente quanto lui sia importante per noi e quanto lo si rispetti nella sua identità.

Dare ascolto al bambino significa coinvolgerlo nella cura in base alle sue capacità cognitive e renderlo partecipe di ciò che accade. Spesso i tempi dell’assistenza sembrano impedirci di comunicare e di entrare in contatto con i pazienti; è in questo caso che i genitori possono diventare una grande risorsa.

Parte del lavoro dell’infermiere pediatrico è quello di riuscire ad accettare i momenti di crisi, quelli durante i quali il bambino (e a volte anche il genitore) piange e si dispera guardandolo negli occhi come se fosse il peggiore degli aguzzini.

 

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I dolori articolari sono quasi sempre riconducibili a disfunzioni della colonna vertebrale. L'Osteopata individua le cause di tali disfunzioni e li elimina con manovre dolci, indolori e rispettose del paziente. In tal modo è possibile far svanire in breve tempo il dolore e ripristinare la normale funzionalità del nostro corpo.

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L' ecocardiogramma è un esame diagnostico che, attraverso uno strumento che si avvale dell'uso di ultrasuoni, permette di verificare lo stato di salute del cuore, delle valvole e del flusso di sangue.
L'ecocardiogramma è particolarmente indicato per valutare cardiopatie congenite, malattie delle valvole cardiache ed a seguito di interventi cardiochirurgici.

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L'esame dell'iride consente di capire lo stato di salute delle persone, i vari distrubi che possono esservi e la predisposizione a problematiche come ansia, stress, ipersensibilità al dolore. La visita consiste in un'attenta osservazione dell'iride attraverso un microscopio oculistico con durata variabile.

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La visita senologica consente di diagnosticare o escludere la presenza di eventuali patologie della mammella e consiste in una prima anamnesi della paziente, dove si valutano le abitudini quotidiane. Si passa poi ad un'attenta osservazione e palpazione della mammella. In caso di sospetto si proce con la prescrizione di ecografia mammaria, mammografia e biopsia.

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Nella maggior parte dei casi i sintomi di un infarto sono difficili da identificare. Se avvertite un forte dolore improvviso nella zona del petto che si estende fino al braccio sinistro o alla schiena, dovete intervenire subito, poiché siete in serio pericolo di morte.

Tuttavia, quando si tratta di un pre-infarto o angina pectoris, la situazione non è così pericolosa anche se è comunque richiesta un’immediata attenzione medica. Questo disturbo, infatti, è un chiaro segnale che c’è qualcosa che non va nel nostro corpo. 

A seguire descriviamo i segnali da tenere sotto controllo al fine di riconoscere un pre-infarto e prevenire problemi molto più gravi.

La prima cosa da chiarire è in cosa consista un episodio di pre-infarto. Il pre-infarto rappresenta un’alterazione del corretto funzionamento del muscolo cardiaco, chiamato  miocardio. L’errato funzionamento di questo muscolo provoca un forte dolore al petto, il quale si produce perché il cuore non sta ricevendo il normale flusso di sangue. Questo dolore al petto può apparire con una certa frequenza e in forma acuta, dato che si tratta di un chiaro segnale di una malattia delle arterie coronariche in corso. Tale condizione richiede un trattamento specializzato che può essere prescritto da un cardiologo.

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Riscontri delle differenze nella tua capigliatura...un aumento della caduta? Quando la calvizie è ormai evidente significa che hai perso oltre il 50% dei tuoi capelli!

Non indugiare oltre!

CALVIZIE PRECOCE, DIRADAMENTO, STEMPIATURE, FORFORA, SEBORREA, CAPELLI SFIBRATI, DANNI CAUSATI DA PERMANENTE, COLORE O STRESS :

i nostri dermatologi specializzati analizzeranno ed identificheranno quanto la perdita sia legata ad un fattore androgenetico o a fattori legati legati a problematiche differenti, e ti indicheranno il trattamento TRICOLOGICO più idoneo per le tue problematiche capillari:

Si potrà così agire con successo contro la degenerazione follicolare, ripristinando il normale equilibrio fisiologico dei capelli.

 

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La demenza senile consiste nella presenza di danni al cervello causati dalla mancata comunicazione tra cellule che modificano comportamenti, pensieri e facoltà intellettive.

Per diagnosticare la malattia il medico esegue un esame obiettivo su cambiamenti di pensiero e di attività quotidiane e analisi di laboratorio.

Demenza senile è il termine medico che indica un gruppo di malattie neurodegenerative dell'encefalo, tipiche dell'età avanzata e caratterizzate da una riduzione graduale - e quasi sempre irreversibile - delle facoltà cognitive di una persona.
La demenza senile rientra nella più ampia categoria delle demenze.
Le demenze sono patologie neurodegenerative dell'encefalo, che possono colpire persone anziane e persone più giovani, e che determinano un progressivo declino delle facoltà cognitive di un individuo.

COSA NON È?

I medici tengono a precisare che, nonostante determinino manifestazioni molto simili, la demenza senile e il cosiddetto declino cognitivo legato all'età avanzata sono due condizioni mediche differenti.
Infatti, il declino cognitivo legato all'età avanzata – noto anche come deterioramento cognitivo dell'età avanzata – è un normale processo involutivo a cui va incontro il cervello, durante l'invecchiamento.
Tale processo involutivo comporta: una graduale riduzione del volume cerebrale, la perdita di diversi neuroni e un'inefficiente trasmissione dei segnali nervosi.

TIPI DI DEMENZA SENILE

Le principali malattie neurodegenerative dell'encefalo, che fanno capo alla voce "demenza senile", sono:

  • Il morbo di Alzheimer o malattia di Alzheimer. Il morbo di Alzheimer può colpire anche adulti giovani, trentenni. In questi frangenti, la malattia è nota come Alzheimer giovanile, ha probabilmente cause di tipo genetico e non rientra tra le forme di demenza senile.
    La demenza vascolare
  • La demenza a corpi di Lewy.

In Italia, le persone con una forma di demenza sono circa l'1,5% della popolazione sopra i 65 anni e più del 30% della popolazione sopra gli 80 anni.


Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/demenza-senile.html

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La fisiokinesiterapia è un trattamento utilizzato dal fisioterapista basato sulla stimolazione del sistema nervo-muscolare. Il trattamento consiste in esercizi di ginnastica, in forma attiva, passiva e nella massoterapia. Questo tipo di terapia è particolarmente indicata per il recupero di forza ed elasticità a seguito di eventi traumatici, disturbi neurologici, patologie reumatiche e problemi vascolari o respiratori.

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L'ecografia delle anche è un esame non invasivo, ma particolarmente importante, per diagnosticare precocemente la displasia dell'anca del neonato, ossia un'incongruenza tra coscia e bacino che porterebbe ad uno spostamento del femore e causare zoppia. L'ecografia viene effettuata sia ai bambini di sesso femminile che maschile e il periodo migliore è tra 2 e 3 mesi. In caso di displasia è opportuno rivolgersi ad un ortopedico che potrà optare per una terapia posturale o per l'utilizzo di un divaricatore per riposizionare correttamente l'osso del femore.

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La sindrome del colon irritabile è un disturbo funzionale con sintomi che non dipendono da alterazioni patologiche dell'organo. I sintomi che si presentano sono DOLORE o TENSIONE ADDOMINALE, alterazione di evacuazione con diarrea o stipsi.

Le cause che portano a questo disturbo possono essere di tipo psicologiche, infatti nell'intestino è presente una sorta di "cervello addominale" che comunica con il cervello. Quindi potrebbe esser utile ristabilire l'equilibrio psico-fisico del paziente.

Altri fattori possonoessere biologici come la sensibilità di visceri, la flora batterica e l'infiammazione di coliti o infezioni intestinali. Per la diagnosi è necessario eseguire altri esami approfonditi come la colonoscopia.

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Il diabete gestazionale consiste nell'innalzamento smisurato della glicemia e nell'impossibilità del pancreas di produrre l'insulina necessaria ad abbassarne i livelli. La visita di controllo si esegue sin dal primo trimestre attraverso l'esame del sangue. Successivamente si ripete un test di screening tra la 24esima e la 28esima settimana per avere una diagnosi definitiva.

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Una reazione allergica è una risposta complessa determinata dall’interazione di diversi fattori, genetici, immunitari e ambientali. L’esposizione a un certo tipo di polline o il contatto con alcuni tipi di sostanze, nel soggetto allergico, induce l'organismo a produrre anticorpi specifici, le immunogluline E (IgE).

Diversi tipi di polline inducono diverse IgE. Le IgE prodotte innescano nelle mucose e nei tessuti epidermici dei tratti del sistema respiratorio un processo che induce al rilascio di sostanze irritanti, come le istamine, che infiammano i tessuti dermici e delle mucose.

I test allergici
Per identificare quale polline causa una certa allergia, è possibile effettuare diversi tipi di test.

Un’attenta analisi parte da un'anamnesi familiare e fisiologica, ma è seguita da test in vivo e in vitro, effettuati direttamente dagli specialisti sul paziente e nei laboratori di analisi.

Il test maggiormente impiegato è lo 'skin prick test', o test cutaneo: si esegue depositando su un braccio o sulla schiena del paziente qualche goccia degli allergeni puri che si vogliono testare e pungendo la pelle con un ago. Se dopo qualche decina di minuti la pelle ha reagito alla sostanza la persona è allergica a quello specifico allergene.


Vi è poi il 'patch test', o test epicutaneo utilizzato per la diagnosi delle dermatiti da contatto. In questo caso viene posato sulla pelle del paziente un grande  fazzoletto adesivo, sul quale sono posati diversi allergeni. Bisogna attendere da due a quattro giorni per avere una risposta al test : se la pelle reagisce a una data sostanza posata in una zona del cerotto vuol dire che si è allergici allo specifico allergene.


Nel caso i risultati di questi due primi test non siano chiari si procede al test di provocazione o scatenamento, che va effettuato in ambiente controllato e con la presenza di personale medico: in questo caso il paziente viene esposto direttamente all’allergene e poi viene monitorato per alcune ore per osservare se vengono registrati eventuali sintomi.

Un altro tipo di indagine utilizzata è quella dei test ematici, tra i quali figura il 'prist test', col quale si cercano le immunoglobuline nel sangue senza stabilirne la natura, e il 'rast test' che invece è più specifico poiché ricerca e dosa le IgE specifiche nei confronti degli allergeni sospettati. Va tuttavia considerato che questi ultimi tipi di test, di per sé, non sono sufficienti per una diagnosi affidabile e vengono considerati test di secondo livello, da applicare, se necessario, dopo l'esecuzione dei test in vivo.


Infine, soprattutto nei casi di sospette intolleranze alimentari, esiste il test di eliminazione o sospensione, col quale si eliminano dalla dieta gli alimenti sospetti per un periodo di due-tre settimane e si osserva se i sintomi scompaiono oppure no. 

Come prevenire e trattare le allergie
La migliore lotta contro l’allergia è chiaramente cercare di evitare il contatto con la sostanza allergenica. Se questo è più facile nel caso di altri fattori allergenici, per quanto riguarda i pollini è assai più complicato perché significa non rimanere all’aperto nel periodo di migrazione, chiudere le finestre e utilizzare filtri dell’aria e sistemi di condizionamento. I sintomi possono essere mitigati con l’assunzione di farmaci da banco, decongestionanti, antistaminici e corticosteroidi nasali (vedi articolo principale).
In caso di allergie più gravi, invece, i cui sintomi perdurano per periodi di tempo più lunghi e con maggiori effetti, è possibile effettuare una immunoterapia con molteplici iniezioni di allergene diluito a concentrazioni crescenti, in modo che l’organismo si abitui alla sua presenza e riduca la risposta immunitaria che scatena l’allergia: la vaccinazione profilattica (immunoterapia allergene-specifica), praticata con somministrazione sottocutanea degli estratti allergenici, può contrastare l'insorgenza o controllare la progressione delle patologie allergiche e costituisce l'unico intervento in grado di modificare stabilmente le reazioni del sistema immunitario facendolo 'abituare' alla presenza delle sostanze allergizzanti.

Le iniezioni si praticano con diverse modalità, ogni settimana o a intervalli più ravvicinati, durante il periodo in cui non è presente nell'aria l'allergene per le allergie stagionali.

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Cos'è la logopedia

La logopedia è una disciplina che mira alla diagnosi e alla cura dei disturbi della comunicazione. La comunicazione è fatta di moltissime cose oltre alle parole: gesti, tempi di conversazione, intonazione della voce, costruzione della frase, scelta di alcune parole piuttosto che di altre.

Insomma comunicare non è solamente parlare, come parlare non significa necessariamente comunicare. Ad esempio, quante volte avete sentito parlare qualcuno con un’intonazione della voce così monotona da non riuscire più a seguire il discorso distraendovi?

La logopedia è proprio la scienza che studia tutto questo, o meglio è la scienza che studia la patologia che investe tutto questo; è quella che risponde alle domande: - Perché non riesco a parlare bene? - Come posso curare il mio difetto di pronuncia? - Perché balbetto? - Come posso curare il mio disturbo del linguaggio? - Perché non capisco quello che ascolto? Perchè ho la voce rauca? -  Come posso curarla? - Perché il mio bambino parla male? - Perché il mio bambino ancora non parla? - Perché il mio bambino pronuncia male alcune lettere? - Perché il mio bambino non sa leggere bene?  E a tante, tante altre domande.

Cos'è un logopedista

Un logopedista è il professionista che effettua la diagnosi e prende in carico un paziente con disturbi di linguaggio.

Il logopedista ha una laurea che lo abilita alla professione e lavora fianco a fianco a medici specialisti che gli inviano i pazienti per la riabilitazione.

Come lavora il logopedista? Per rispondere a questo quesito è necessario svelarvi tutte le fasi del suo lavoro:

  • Anamnesi: la prima cosa che fa il logopedista è raccogliere dati; l’anamnesi consiste in domande che mirano a scoprire se ci sono notizie rilevanti nel passato del paziente, nella sua storia clinica o in quella della sua famiglia. Per farvi un esempio, sapere che la mamma di un bambino ha parlato per la prima volta all’età di 4 anni può essere un indizio della presenza di familiarità per ritardo di linguaggio.
  • Test e osservazione: la diagnosi vera e propria si effettua molto spesso con la somministrazione di test che, confrontati con i dati di normalità, danno degli indici quantificabili del grado di disturbo. Tuttavia non tutti i disturbi del linguaggio prevedono l’applicazione di test, delle volte una conversazione e la semplice osservazione del bambino può fornire un quadro della situazione. L’esperienza e la preparazione del logopedista sono fondamentali. Alcune volte saranno necessarie delle consulenze da parte di figure esterne (psicologo, otorinolaringoiatra, neuropsichiatra infantile, psicomotricista, fisioterapista etc.)
  • Presa in carico: in caso di necessità, se il logopedista ritiene di dover prendere in carico il paziente sottoponendolo ad una terapia di riabilitazione farà, insieme al paziente, un piano di lavoro mirato al recupero dei disturbi. A seconda del disturbo le sedute possono variare da 1 a settimana ad un intervento quotidiano, le tempistiche sono molto variabili.
  • Test conclusivo o di controllo: durante o a fine terapia il logopedista effettua nuovamente l’eventuale test per monitorare il miglioramento della situazione. È d’obbligo fare un appunto: il logopedista generalmente stila una vera e propria relazione sulla condizione del paziente, la sua decisione di effettuare da 1 a 5 sedute a settimana non dipende dalla patologia, ma molto più dal paziente. Supponendo di avere due bambini con ritardo del linguaggio, dove entrambi semplicemente hanno difficoltà a pronunciare “la lettera S” (che nel nostro gergo si chiama fonema), potrebbero avere bisogno di tempi diversi e di approcci diversi perché fondamentalmente sono bambini diversi. Troppo spesso ci si paragona ad altre situazioni cliniche non dimenticando che siamo tutti casi a sé stanti!